28 marzo 2014

TORNATRAS


Tornatràs: “torna indietro”...perchè “torna indietro”?
Non ve lo posso di sicuro dire, vi rovinerei il finale, ma posso raccontarvi le emozioni che scorrono sulle pagine del libro, quello si!
Ma partiamo dall'inizio...
La famiglia Toscani viene colta da una notizia terribile: papà Alvaro è morto nel naufragio della nave da crociera su cui suonava il violino, e Colomba, il fratellino Leo e mamma Evelina, a distanza di un anno non si sono ancora ripresi, soprattutto Evelina, una radiosa e frizzante donna prima, diventa apatica, incurante di sé stessa e dei figli, inebetita e sempre davanti alla tv, fino a quando,  proprio nel  giorno del compleanno di Colomba, la famiglia Toscani eredita un bellissimo appartamento a Milano;così partono da Genova nella speranza di trovare un po' di serenità e felicità nella nuova dimora, non sapendo che troveranno molto, ma molto di più!
L'appartamento è in un palazzo che ospita famiglie provenienti dai più svariati luoghi: Cina, India, Africa, sud Italia, e con loro le famiglie portano tradizioni, colori, aromi che rendono il palazzo vivo e pieno di calore. Colomba e Leo vengono “investiti” da nuova energia, fanno subito amicizia e si sentono meno oppressi dal dolore, anche Evelina sembra riacquistare nuovo vigore e sembra riprendere in mano la propria vita; ma qualcuno trama per cacciare via tutti gli inquilini “extracomunitari” per trasformare lo stabile in un lussuoso palazzo solo per vip, gente ricca e soprattutto con la pelle bianca...
Un racconto divertente e profondo di una delle più amate scrittrici per ragazzi Bianca Pitzorno, frizzante e appassionante in cui si ride, si piange, ci si indigna, ci si arrabbia e si vorrebbe prendere a calci nel sedere i prepotenti, ma anche ci si affeziona ai personaggi, si resiste e si combatte insieme a loro, e non si finisce mai di sperare... perchè alla fine, è proprio vero che la speranza è l'ultima a morire!

E quindi, TORNATRÀS! 
Perchè di sicuro, appena finirete il libro avrete voglia di tornare indietro e rileggerlo da capo.

11 marzo 2014

IL SALDATORE SUBACQUEO



Jeff Lemire è canadese: camicia a quadri, fronte ampia, naso solido e gigantesche mani da tagliaboschi.
Nel 2012, dopo aver scritto quattro anni prima  Essex County e aver ricevuto l'incarico di rilanciare l'universo Vertigo, si ritaglia il tempo per una pubblicazione fortemente voluta, proposta alla TopShelf, con l'intento di raccontare le vicende di Joseph Jack, uomo di lettere con la vocazione degli abissi marini.
Perché il lavoro del Saldatore Subacqueo si presta alla facile metafora di colui che si ritrova costretto a far combaciare i pezzi pur essendo sotto pressione.
Più o meno come un uomo che deve smettere di essere figlio per diventare genitore.
E l'unica via per riuscirci è accettare da un lato le proprie colpe, dall'altro i limiti umani di un padre che si aveva l' urgenza di idealizzare:  rincorrendo nell'acqua i lineamenti dell'uno sovrapposti alle rughe dell'altro.
Passato sommerso e futuro incerto.
Il disegno di Lemire è grezzo ma espressivo, la scrittura essenziale ma intensa, ragionate le soluzioni grafiche, talvolta fortemente cinematografiche nella resa.

05 marzo 2014

RAGAZZE MANCINE

Un buon libro che mi ha tenuto tanta compagnia nei giorni in cui l'influenza ha avuto la meglio sul fisico e sull'umore! Così definirei "Ragazze mancine" di Stefania Bertola, ed Einaudi. Un romanzo naif tutto al femminile, che lascia spazio a considerazioni intelligenti, non banali e ben scritto. Le due protagoniste sono decisamente diverse l'una dall'altra, a tratti forse mal si sopportano; le loro vite si incontratno/scontrrano accidentalmente e si uniscono per un certo periodo del loro percorso, dando così avvio ad una convivenza coatta fatta di screzi iniziali, che si trasforma poi in rispetto ed educazione l'una per l'altra.

Adele è la trentaduenne che si ritrova povera in canna in un battibaleno; il marito la abbandona senza lasciarle nemmeno un centesimo in tasca. Proprio a lei doveva capitare tutto ciò, che fin da piccola aveva le idee chiare: fare la mantenuta! Ma attenzione...per lei "fare la mantenuta" non significa andare dal parrucchiere e dall'estetista tutti i giorni, indossare capi firmati; il suo farsi mantenere è da intendere come un puro arricchimento personale, dedicando il tempo libero dal lavoro, alla cultura e alla ricerca della bellezza, visitando mostre, viaggiando, ampliando le proprie conoscenze
Eva, molto più giovane di Adele, ma con più senso di responsabilità e di rigore, dovendo crescere e gestire da sola una bambina, si pone come una sorta di antitesi di Adele, sotto tutti i punti di vista.

Diverse, è vero! Con un aspetto che però le unisce: una diffidenza nei confronti degli uomini non troppo velata!