18 febbraio 2014

NONNO VERDE



Sono della netta convinzione che spesso le opere per bambini abbiano il coraggio di affrontare tematiche difficili con una tale originalità da far impallidire la maggior parte della narrativa per adulti.
Ne è un esempio questo capolavor illustrato di Lane Smith, che tra immagini e parole, affronta il tema della vecchiaia, del ricordo, della malattia, il senso del lascito, il filo che lega ogni nostro passo agli altri esseri umani.
La storia è semplice: un bambino percorre sentieri, modellati dal nonno esperto giardiniere, dove ogni cespuglio ha forme particolari che simboleggiano ciascuna un momento saliente nella vita dell'uomo, ormai vecchio. Sono difatti l'eredità lasciata al nuovo, ma anche il filo di Arianna per ricucire memorie ormai sfilacciate.

Ogni scultura, che vive e muta nel tempo, è una vita intera, tutte le vite di ogni uomo, naturalmente destinate a scomparire. Ma se ciò che abbiamo fatto è buono, se abbiamo vissuto con passione, se abbiamo amato, questo dopo di noi, rimarrà. E la morte e la malattia sono solo altre tappe in questo divenire continuo che dalla terra ci riporta ad essa.

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